Spiragli di luce


“la cosa più importante non è soltanto come vivrete la vostra vita; la cosa che conta è come la racconterete a voi stessi e soprattutto agli altri. Soltanto in questo modo è infatti possibile dare un senso agli sbagli, al dolore e alla morte” (moovie Harem Suaré).

Ognuno di noi vive al meglio delle sue potenzialità o possibilità. Mi piacerebbe che ognuno viva la sua esistenza come è, semplicemente complesso; eternamente definito; intensamente infinito. Grandiosamente piccolo. Gustando l’amore e le passioni pur rimanendone storditi. Cerco di vivere intensamente ogni attimo, assaporando la vita con la morte che è compagna di vita. E’ triste?

Si, spesso è triste, doloroso, incomprensibile ma immenso come siamo noi all’interno o intorno o parte dell’infinito e universale tempo incommensurabile; è il vivere e il nascendo e, morendo. Rosanna Liburdi.

Dopo la pioggia

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Hai la scintilla dentro? Do you have a sparkle?


Ciao Alf, cosa fare delle nostra vita? Mi viene in mente ben poco se pensando alla tanto anelata felicità pensiamo al raggiungimento di un sogno così lontano nello spazio e nel tempo che … bah continueremo a vivere come dicono le statistiche in UK.

Forse però qualcosa partendo da noi stessi, si che si può fare. Per esempio il qui-ed-ora è importante per afferrare la felicità. Le nostre esperienze ottimali sono quelle che rientrano all’interno delle nostre competenze e scelte. Assaporare i piccoli piaceri della vita perché non c’è niente di male nel farsi del bene e facendolo, ne beneficiano anche gli altri intorno a noi.

Penso a quanto sia contagioso un sorriso dolce o una fragorosa risata, penso all’ascolto della musica o all’ascolto di un annedoto capitato al nostro migliore amico che lo racconta con interesse, magari evitando il telefono e guardandolo intensamente negli occhi e non aver paura dell’emozione che sale … con alta probabilità è felicità quell’attimo speciale e unico che non farà decrescere le statistiche ma che fa bene-stare se stessi con sé e con gli altri.

Meravigliarsi del fruscio delle foglie in autunno, del tramonto del sole che non è sempre lo stesso, del giocare a guardare col naso all’insù le stelle e le nuvole, pensando ad un lavoro che mi piacerebbe fare e crederci;
e … progettare nel qui ed ora una lettura? la visione del film preferito? Prendere per mano la persona cui si vuole bene sentendo il flusso che sale delle emozioni proprio lì fra quelle mani e non altre? Bearsi di un sonno desiderato? Che cosa fare della nostra vita? Viverla come se oggi è l’ultimo giorno per me?

Diventa tutto più emozionante, anche percepire le sensazioni negative ma con lo stupore che le posso sentire. Orientarsi sul proprio cammino concentrati ma anche con generosità ed empatia per chi mi circonda. Non è banale romanticismo il mio.

E’, per me, il romanticismo illuminato dalla luna, che mi permette chissà per quale strana o scientifica o semplicemente meravigliosa e incontrollabile alchimia, il sentire, il sapere che io esisto e me la vivo tutta come meglio posso questa mia vita misteriosa, fosse per quel fazzoletto intessuto che mi lascia il libero arbitrio. Poi per il resto chissà …

Ecco, al di là delle statistiche, caos climatici, inquinamento, crisi economiche, brutture della società o relazionali, per me questa è felicità e questo posso fare per me e per le persone che mi vivono intorno. Sai quanto sono razionale, faccio scienza ricercando anche le modifiche dei nostri neuroni ma niente ancora è spiegato o compreso al riguardo.

La bottega delle meraviglie è magica per questo. Guai, almeno per me a non sentire curiosità crescente per ogni cosa che accade. La vita a volte è straordinaria più di qualunque sogno che possiamo fare (onirico o ad occhi aperti).
C’è una frase che amo tanto, tratta dal film, Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie, “ci sono un milione di cose che le persone potrebbero fare con un pezzo di legno ma cosa pensi succederebbe se solo una volta una persona credesse in lui?”. La memoria, e un giorno le memorie, dovrebbero aiutarci in questi sogni che ci facevano definire, dai grandi, bambini. Tutte le strane avventure hanno bisogno di strani strumenti. La ricerca della felicità, del benessere sembra sia strana, almeno difficile da raggiungere. Forse potremmo avvalerci dello strano strumento che è la vita così magari possiamo andare a vedere le stelle quelle che di riflesso dal cielo ci illuminano dentro.
Che dici?
Rosanna Liburdi

La nuit étoilée